Perché fare teatro a scuola?

L'insegnamento del teatro ha un alto valore formativo per diversi motivi: Può essere la risposta al bisogno naturale di creatività che fin da piccoli si esprime attraverso la parola ed il corpo. Il teatro unisce: è un «gioco di squadra». Insieme si arriva alla realizzazione di un progetto comune. Come in ogni squadra, si fa gruppo e ognuno ha delle responsabilità nei confronti degli altri. Facendo teatro si apprende utilizzando tecniche e modi tendenzialmente pratici e dinamici, spezzando la monotonia delle ore passate seduti ai banchi. Il teatro è un gioco, è divertimento: in ogni gioco esistono delle regole, come quelle che si dà il bambino quando gioca a indiani e cowboy. In questo senso, fantasia e “tecniche” si combinano insieme per fare in modo che sia un’esperienza che arricchisce e che non rimanga sempre uguale a se stessa. Il teatro a scuola è un «pretesto», un’occasione in più per comunicare, esprimere, conoscere e maturare in maniera assolutamente libera il rapporto col mondo circostante. Nel gioco del bambino può succedere che un oggetto diventi altro da sé, oppure che il nulla diventi oggetto: in questo senso la realtà delle cose viene messa intenzionalmente da parte per far posto a un’altra realtà – immaginata - e la realtà oggettiva diventa simbolo, modello di ciò che vogliamo evocare. E non è teatro tutto questo? Decisamente sì. Ma non si deve pensare al teatro come a qualcosa di grande, opulento ed estremamente difficile: il regista e teorico Peter Brook, in Lo spazio vuoto, uno dei suoi testi più importanti, sostiene che per fare teatro è sufficiente che ci sia uno spazio vuoto, privo di contenuti, riempito da un essere umano che lo attraversa e da un altro che lo guarda procedere nel movimento: «Posso prendere un qualsiasi spazio vuoto e chiamarlo palcoscenico vuoto. Un uomo attraversa questo spazio vuoto mentre qualcun altro lo guarda, e questo è tutto ciò di cui ho bisogno perché inizi un atto teatrale.» La tecnica, la “grammatica” del teatro insegnata a scuola non ha lo scopo primario di trasformare tutti gli alunni in degli attori, ma serve per imparare il senso del teatro conservando, esaltando e recuperando delle capacità che sono già presenti in ogni persona, quelle di sentirsi, di ricordare, di immaginare e di porsi in rapporto con gli altri. Nel teatro coesistono numerosi linguaggi: il gesto, il movimento, la parola, il suono e l'immagine: anche per il suo carattere polisemico e interdisciplinare il teatro è un ottimo strumento di laboratorio per arricchire i ragazzi, specie nell'età preadolescenziale in cui si può manifestare quello smarrimento tra il “non essere abbastanza grandi” e “il non essere più piccoli”.

Peter Pan....

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